Costituito il Coordinamento dei Distretti Sociale del Lazio

Distretti Sociale del Lazio

Costituito il Coordinamento dei Distretti Sociale del Lazio

A Sora si sono dati appuntamento i Distretti Sociali del Lazio il 25 e 26 febbraio presso l’Hotel Valentino Gli Stati Generali del Sociale: questo il risultato della due giorni organizzata dall’Aipes – Consorzio dei Servizi Sociali nell’ambito del convegno IL WELFARE NEL LAZIO Territori a confronto che si è svolto presso l’Hotel Valentino lo scorso 25 febbraio e venerdì 26 febbraio. Questi i dati: 18 Distretti, Forum del terzo settore, sindacato, oltre 70 operatori insieme a numerosi amministratori locali provenienti dalle cinque Province del Lazio. L’evento si è configurato come una importante opportunità per procedere ad una analisi e a un confronto che superi i limiti del localismo e volto ad avviare una riforma del nostro sistema assistenziale, fondata su criteri di equità, di efficacia e finalizzata a costituire con i livelli essenziali di assistenza, effettivi diritti anche in campo sociale. L’importanza della deontologia. Il meeting, articolato in quattro sessioni, ha toccato i temi della deontologia professionale e del lavoro dell’assistente sociale, del terzo settore, il ruolo che riveste l’Assessorato ai servizi sociali, l’impianto organizzativo e normativo della DGR 136/ 2014 (relativa ai piani sociali di zona ndr), la trasparenza, i diritti sociali, la governance regionale di riorganizzazione della Direzione Politiche sociali. Un sistema più equo ed efficace. Altro punto affrontato dal convegno è stata l’organizzazione del personale che al momento ha contratti diversificati. Nell’ambito della rotonda, si è sottolineato che per rendere omogeneo il servizio bisogna affrontare il nodo del contratto di lavoro di questi ultimi – non è più tollerabile che si passi da partita iva a gestione demandata a cooperativa o altre forme di precariato. Il percorso del Piano Socio Assistenziale introdotto dal Forum del III settore, il funzionamento del PUA – Punto Unico di Accesso, visto come una chiave di volta per un assetto istituzionale più preciso nella definizione dei ruoli tra sociale e sanitario e utile quale deterrente per situazioni alquanto esplosive quali i costi delle Residenze Sanitarie, la capacità di attrazione del tessuto imprenditoriale e datoriale dei territori toccato dal sindacato. Il richiamo al comma 388 della legge di stabilità per il 2016 e il successivo Ddl del Governo i quali prevedono provvedimenti legislativi finalizzati all’introduzione di un’unica misura nazionale di contrasto alla povertà individuata come livello essenziale di assistenza, la razionalizzazione delle prestazioni esistenti e il riordino della normativa in materia di interventi e servizi sociali. I tavoli tematici hanno evidenziato anche la necessità di una continua formazione e scambio di informazione tra gli operatori. Alla fine dei lavori gli operatori dei 18 Distretti, che hanno dato vita a questo eccezionale dibattito, hanno condiviso la costituzione di un coordinamento degli Uffici di Piano del sociale deputato a rappresentarli in Regione e l’avvio di incontri in altri territori. Per la prima volta i Distretti si sono ‘autoconvocati’, fornendo un’occasione di crescita e la chiara dimostrazione che il percorso, per darsi un’identità, comincia a funzionare.

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